Giovedì, 14 Dicembre 2017

La Medicina del Futuro

Perché questa sezione del mio sito
È giunto il momento di mettere a disposizione di Medici e Professionisti della Salute tutte le informazioni che stanno alla base di quella che è stata definita un’autentica rivoluzione copernicana nelle Scienze mediche, l’Enzimologia biodinamica: per far questo è necessaria una serie di informazioni di base, che vado sinteticamente ad illustrare in questa breve premessa.

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Il significato del termine probiotico ("pro-bios": a favore della vita) risale al lontano 1908, quando il premio Nobel Elie Metchnikoff avanzò l'ipotesi che la longevità dei contadini bulgari fosse collegata al consumo prevalente di prodotti del latte fermentato.

Oggi, con il termine probiotico, si considera un tipo di microorganismo, con caratteristiche specifiche, normalmente presente nell'intestino umano e resistente all'azione digestiva dei succhi gastrici, degli enzimi e dei sali biliari.

Nuovo paradigma di ogni strategia medica

GLI ENZIMI
Gli enzimi sono molecole di natura proteica, essenziali per la vita, che “catalizzano” (cioè rendono possibili) tutte le reazioni biochimiche che avvengono nella cellula, assumendo di fatto il ruolo di unità funzionale del metabolismo. Organizzati in sequenze, catalizzano le numerose reazioni attraverso le quali le sostanze nutrienti sono degradate, estraendone energia e piccoli precursori che sono a loro volta utilizzati per la sintesi di molecole indispensabili a tutte le funzioni vitali.

Ipercheratosi diffusa

Case Report:
Un adeguato trattamento massoterapico (MIC), associato all’impiego topico di un preparato biodinamico in grado di normalizzare l’assetto enzimatico delle cellule cutanee, ha visibilmente risolto un caso emblematico di Ipercheratosi diffusa. La terapia Complementare enzimatica (TCe) rappresenta una soluzione innovativa in queste queste patologie, dove stiamo elaborando protocolli che prevedono, di caso in caso, impiego topico e sistemico di preparati biodinamici specifici

Biodinamica Premessa.

Le cellule non possono sottrarsi alle leggi della fisica e della chimica; le regole della meccanica, così come quelle che governano la conversione di un’energia in un'altra, valgono per esse non meno che per la mac- china a vapore.
È esperienza comune che qualunque cosa, lasciata a sé, finisce con il disordinarsi: gli edifici crollano, gli organismi morti vanno in putrefazione, e così via; questa tendenza universale si esprime nel secondo prin- cipio della termodinamica, il quale afferma che nell’ambito di un sistema isolato il grado di disordine può solamente aumentare.

L’enigma sta nell’ordine elevatissimo che presentano gli organismi viventi a tutti i livelli; un ordine che si impone all’evidenza nelle grandi strutture, come l’ala di una farfalla o l’occhio di un polipo, nelle strutture subcellulari come i mitocondri e le ciglia, nella forma e nella disposizione delle molecole donde tali struttu- re traggono corpo.

Ai fini termodinamici possiamo considerare la cellula e l’ambiente immediatamente circostante come un contenitore ermeticamente chiuso immerso in un mare uniforme di materia che rappresenta il resto dell’universo; per crescere e sostentarsi la cellula deve costantemente creare ordine dentro questo contenitore.

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Prof. Dott. Stefano Lenzi

Docente universitario presso l'Université Européenne Jean Monnet (Bruxelles), consulente sanitario presso gli Ambulatori medici della Corte Costituzionale (Roma), consulente sanitario presso le strutture sanitarie del Quirinale